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Approfondimenti » Vigilanza Meteo » La meteorologia per la Protezione Civile » Introduzione
 

La previsione meteorologica rappresenta una componente fondamentale del sistema di protezione civile, in particolare per la funzione di preannuncio dei fattori di innesco di gran parte dei disastri naturali, l’avvio della fase di allertamento dei diversi attori del sistema di protezione civile, con l’adozione delle misure di prevenzione idonee a ridurre gli impatti potenziali e l’attivazione e indirizzo della fase di sorveglianza  dell’evoluzione dei fenomeni e degli effetti sul territorio. Per quanto sia probabilmente il principale, il ruolo della meteorologia non si esaurisce infatti alla fase pre-evento, ma diventa anzi più gravoso durante la gestione di un’emergenza, soprattutto se i fenomeni meteorologici costituiscono la forzante determinante. È proprio nella gestione dell’emergenza, infatti, che la “domanda di meteorologia” diviene più pressante e le richieste più puntuali e circostanziate.
L’innescarsi di un evento comincia a dare una dimensione oggettiva delle risorse necessarie per le azioni di contrasto, richiedendo una capacità di reazione tempestiva e sostenibile, di anticipazione del quadro dei potenziali effetti per meglio finalizzare gli interventi, elementi a cui la previsione meteorologica può dare un aiuto considerevole. Con l’inizio di un evento si inizia anche a stilare una lista di effetti e danni conseguenti, che rischia di diventare sempre più lunga e importante con la severità dell’evento, ma anche con il perdurare dei fenomeni. È questa infatti un’altra fase nella quale la previsione meteorologica è fondamentale: la determinazione della chiusura di un’emergenza e il ritorno a condizioni ordinarie. Qui la responsabilità del decisore è fondamentale tanto quanto lo sono le scelte in fase di emergenza e alla previsione meteorologica è richiesta precisione e accuratezza.

Questa previsione meteorologica legata alle diverse fasi di un evento potremo definirla “di protezione civile” e come vedremo, ha delle caratteristiche assolutamente peculiari. Esiste poi la previsione meteorologica a supporto dell’azione di protezione civile che, se non ha un ruolo effettivo per la mitigazione dei danni e delle conseguenze di un evento, può non essere secondaria per ottimizzare la gestione delle attività di ripristino o per la migliore conduzione di soluzioni a carattere temporaneo, ad esempio per la salvaguardia di una comunità colpita da un evento. In questo caso la previsione meteorologica, che è solitamente tollerato possa avere un margine di affidabilità anche inferiore, è comunque importante che sia finalizzata all’intervento in atto e non generica, che i contenuti siano definiti con l’utilizzatore finale, che sia valutato il livello di soddisfazione dell’utente

     

attraverso contatti diretti e feedback frequenti. Esempi molto diversi fra loro, ma tutti con un valore verificato “sul campo”, sono state le previsioni meteorologiche per favorire la prevenzione di fenomeni di disagio e conflittualità sociale nella gestione dei campi di accoglienza, oppure le operazioni di lungo periodo per la messa in sicurezza a seguito di disastri naturali e non, come il caso del sistema di pompaggio per l’abbassamento controllato del Lago Effimero di Macugnaga (VB), nel 2002, o quello più recente della nave da crociera Concordia. Tra la previsione meteorologica di protezione civile e quella a supporto dell’azione di protezione civile esiste ancora una categoria che si pone al limite tra l’azione di amministrazione ordinaria e straordinaria. Rientra, ad esempio, in questa fattispecie, la previsione di nevicate sulla rete viaria e nelle aree densamente urbanizzate, in merito alla quale si sprecano quasi sempre polemiche su ruoli e responsabilità e le previsioni meteo diventano spesso un banale capro espiatorio, ma anche l’anticipazione dei periodi di caldo intenso e prolungato che determinano condizioni di forte disagio per la popolazione più fragile ed esposta. Si tratta di eventi meteorologici che determinano degli impatti conosciuti e quantificati, che possono diventare un problema di protezione civile non solo con l’intensità e la durata dei fenomeni, ma anche per una gestione poco attenta e prudente nelle fasi iniziali.