Terre e rocce da scavo: pubblicata la nuova normativa

9 agosto 2017

Sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 183 del 7 agosto 2017, in attuazione di quanto previsto dall’art. 8 della legge 164/2014, di conversione con modifiche del decreto legge 133/2014 cd Sblocca Italia,  è stato pubblicato il D.P.R. 13 giugno 2017 n. 120 che entrerà in vigore il  prossimo 22 agosto 2017. Tale Decreto sostituisce ed unifica in un’unica normativa tutta la gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti.

Dalla data di entrata in vigore del nuovo DPR, non saranno più applicabili il D.M. 161/2012 e l’art. 41bis della legge n° 98 del 9 agosto 2013 di conversione, con modifiche, del decreto legge 21 giugno 2013, n° 69, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” (cd “decreto Fare”).

Il D.P.R. 13 giugno 2017 n. 120, pur introducendo alcune novità, mantiene sostanzialmente l’impostazione della normativa precedente, distinguendo due diverse casistiche:

  • applicazione (come previsto dal Capo II della norma, dall’art. 8 all’art. 19) di una procedura simile a quella prevista dal Regolamento di cui al DM 161/2012 per i materiali da scavo derivanti da opere sottoposte a VIA o ad AIA con produzione maggiore di 6.000 mc, anche se il Piano di Utilizzo non richiede più una autorizzazione esplicita;
  • applicazione di una procedura semplificata, simile a quella dell’ex art. 41bis, per tutti i cantieri inferiori a 6.000 mc (compresi quelli che riguardano opere sottoposte a VIA o ad AIA) e per i siti di grandi dimensioni non sottoposti a VIA o AIA.

 

Il D.P.R. prevede delle norme transitorie che fanno salve le procedure già attivate con la precedente normativa.

La documentazione e la modulistica presente sul sito istituzionale sarà a breve aggiornata con quanto previsto dal nuovo Decreto.

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