La contaminazione del suolo in Piemonte

10 novembre 2017

La contaminazione diffusa del suolo, risorsa limitata e non rinnovabile, è un fenomeno che può avere ripercussioni negative sulla qualità dell’ambiente, sulla salute dell’uomo e sull’economia. I contaminanti che si depositano al suolo possono infatti essere pericolosi anche in concentrazioni molto basse soprattutto nel caso di presenza contemporanea di più contaminanti in quanto si possono verificare interazioni e conseguente amplificazione dei loro effetti negativi. 

siti contaminati iconaConsulta la sezione dedicata del portale L'ambiente in Piemonte

 

 

 

Arpa Piemonte realizza un programma di monitoraggio dei suoli del territorio piemontese, per valutare presenza, origine, intensità e distribuzione spaziale della contaminazione diffusa del suolo, identificare sul territorio la presenza di aree critiche caratterizzate da elevate probabilità di superamento dei limiti individuati dalle normative vigenti e fornire indicazioni a grande scala relative ai valori di fondo dei contaminanti.

A ottobre 2017 sono stati campionati e analizzati i suoli di 510 stazioni su maglia sistematica 9x9 km, su tutto il territorio piemontese, e 3x3 o 1,5x1,5 km in aree caratterizzate da problemi rilevanti. I dati della rete sistematica sono integrati con analisi di stazioni di monitoraggio (attualmente 340), realizzate nell’ambito di altri progetti di Arpa.

Stazioni della rete di monitoraggio ambientale dei suoli del Piemonte - anno 2017

Rete monitoraggio

I risultati delle elaborazioni evidenziano la presenza di tre principali gruppi di contaminanti responsabili di altrettante forme di contaminazione diffusa differenti per origine e intensità:

  • contaminanti di prevalente origine naturale
  • contaminanti di prevalente origine antropica
  • contaminati organici

 

Contaminanti di prevalente origine naturale

I Metalli pesanti (Cromo, Nichel, Cobalto, Arsenico, Vanadio) e metalloidi (Arsenico) presentano aree critiche molto estese e ben delimitate sul territorio, con concentrazioni medie e valori di fondo molto elevati rispetto ai limiti di legge. L’origine è principalmente attribuibile al substrato litologico e/o ai sedimenti che hanno contribuito alla formazione del suolo. Ad esempio le elevate concentrazioni di Cromo, Nichel e Cobalto riscontrate prevalentemente nelle pianure del torinese e del canavese (Stura Lanzo, Doria Riparia) e alessandrino (Bormida, Orba), sono attribuibili in prevalenza alla presenza di rocce ultramafiche naturalmente ricche di questi elementi coinvolte nei vari processi di formazione del suolo superficiale.

Cromo (Cr), Nichel (Ni), Cobalto (Co), Vanadio (V) e Arsenico (As) nei suoli del territorio piemontese - anno 2017

Contaminanti naturali


C
ontaminanti di prevalente origine antropica

I metalli pesanti (Piombo, Rame, Zinco, Antimonio, Stagno, Berillio) presentano aree critiche di dimensioni ridotte, concentrazioni più elevate in corrispondenza degli orizzonti superficiali ad indicare deposizione da contaminazione diffusa e valori di fondo leggermente superiori ai limiti di legge. L’origine dell’inquinamento diffuso è attribuibile a deposizioni atmosferiche (traffico stradale, riscaldamento domestico, attività industriali, inceneritori etc.) e attività legate all’agricoltura intensiva (utilizzo di concimi, fitofarmaci, fanghi di depurazione, liquami zootecnici ecc.).

Piombo (Pb), Rame (Cu), Zinco (Zn), PCB e Diossine (PCDD/DF) nei suoli del territorio piemontese - anno 2017

Contaminanti antropici

Sono stati effettuati alcuni approfondimenti nel torinese per quanto riguarda lo zinco.

Zinco (Zn) nei suoli del territorio della città di Torino e fascia periurbana - anno 2017 

Zinco Torino


Contaminati organici

Le diossine - furani (PCDD/DF), i policlorobifenili (PCB) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) hanno origine prevalentemente antropica (combustioni di idrocarburi, attività industriali, incenerimento di rifiuti ecc.). Presentano forme lievi di contaminazione diffusa su tutto il territorio con concentrazioni medie e valori di fondo ampiamente al disotto dei limiti di legge. Non sono state individuate zone critiche, mentre i pochi superamenti riscontrati sono da attribuire a casi isolati di contaminazione puntuale.

I dati forniti dalla rete di monitoraggio, rappresentano una fondamentale base scientifica di riferimento per attività correlate alla valutazione della qualità del suolo e dell’ambiente, alla pianificazione territoriale su ampia scala e all’applicazione delle normative che riguardano la contaminazione del suolo (terre e rocce da scavo, siti contaminati, piani di gestione dell’inquinamento diffuso).


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