Il monitoraggio della qualità delle acque come strumento di supporto alle politiche ambientali

23 marzo 2017

Da quando nel 2000 l’Unione Europea ha emanato la direttiva quadro sulle acque, la politica riguardante questa importante risorsa ha subito un profondo cambiamento. Per la prima volta si è adottato un approccio globale in grado di affrontare le tematiche della tutela, dell’utilizzo, della gestione e del rischio, in una visione integrata che tiene conto delle necessità di sviluppo economico, senza tuttavia dimenticare che l’ambiente è un bene in sé che va tutelato.

Cosa prevede la normativa

La direttiva prevede l’analisi delle pressioni e degli impatti generati dalle attività antropiche sulle acque superficiali e sotterranee al fine di individuare quelle significative, ossia in grado di influire sul raggiungimento o mantenimento degli obiettivi di qualità ambientali previsti. In base alla valutazione integrata delle pressioni, degli impatti e dei dati di stato, vengono pianificate le attività di monitoraggio e definite le misure di tutela e risanamento.

Il monitoraggio dello stato della risorsa diventa molto più complesso e articolato includendo gli elementi di qualità chimici e chimico-fisici e per le acque superficiali anche diverse comunità biologiche e gli elementi idromorfologici. Il monitoraggio è articolato in modo specifico in base alle diverse tipologie introdotte dalla Direttiva 2000/60/CE (operativo, sorveglianza, indagine), ognuna delle quali ha specifiche finalità e le modalità di classificazione dello Stato prevedono l’integrazione di più indici.

La rete di monitoraggio dei fiumi in Piemonte

In Piemonte la rete di monitoraggio regionale fiumi è costituita da una rete base di 193 corpi idrici e 11 siti di riferimento e da una rete aggiuntiva. La rete di monitoraggio delle acque sotterranee è costituita da 605 punti: 397 inerenti al sistema acquifero superficiale e 208 a quello profondo. Fanno parte della rete anche i 116 piezometri strumentati della Regione Piemonte, di cui 3 rappresentativi della rete profonda.

In figura 1 e 2 si riportano in versione cartografica i risultati per la classificazione - triennio 2012-2014 – di acque superficiali e sotterranee (falde superficiali) tratti dal geoportale di Arpa Piemonte consultabile anche attraverso il portale della Relazione sullo Stato dell’Ambiente.

Interventi per prevenire l’impatto dei prodotti fitosanitari

Il piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po - PdG Po 2015 - (adottato con deliberazione del Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino del Po n. 7 del 17 dicembre 2015) contempla tra le criticità ambientali, riscontrate nei corpi idrici superficiali e sotterranei piemontesi che non raggiungono l’obiettivo di qualità ambientale “buono”, un inquinamento diffuso di origine agricola. In particolare la situazione dei corpi idrici ricadenti nell’area a vocazione risicola è risultata particolarmente critica dal punto di vista dell’impatto dei prodotti fitosanitari.

Al fine di ridurre in tale area l’impatto evidenziato dal monitoraggio qualitativo delle acque, si è reso necessario prevedere nel PdG Po 2015 l’attivazione di specifiche linee di intervento relative alla promozione di un’attività di formazione per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, ad una più efficace e mirata organizzazione dell’attività di controllo, all’elaborazione di documenti regionali di indirizzo per l’applicazione operativa delle misure nonché alla limitazione d’uso di alcuni prodotti fitosanitari.

risaia

Adottando i criteri metodologici per l’individuazione delle misure descritti dalle Linee Guida PAN (Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), la Commissione riso ha individuato una serie di misure obbligatorie e di raccomandazioni, che riguardano la limitazione d’uso di alcuni prodotti fitosanitari, oltre a puntuali indicazioni per l’applicazione di appropriate gestioni agronomiche: con la DGR n. 32-2952 del 2016, la Regione Piemonte ha pertanto dovuto chiedere ai risicoltori di contribuire a ridurre l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, imponendo restrizioni sull’impiego di 4 prodotti fitosanitari, 2 erbicidi - oxadiazon e quinclorac - e 2 fungicidi - azoxistrobina e triciclazolo.

Commissione riso composta da Regione Piemonte – Direzione Ambiente, Settore Tutela delle Acque e Direzione Agricoltura, Settore Fitosanitario, Arpa Piemonte, Università di Torino – DIVAPRA, Ordine degli Agronomi, Col diretti, Confagricoltura, CIA, Ente Nazionale Riso. 

L’attività di Arpa Piemonte

Per poter verificare l’efficacia del provvedimento, Arpa Piemonte ha fornito un’elaborazione preliminare e parziale dei risultati del monitoraggio ambientale delle acque superficiali inerente il 2016.

Premesso che l’elaborazione che segue è riferita unicamente alle molecole e ai punti di prelievo indicati e i risultati ottenuti non sono necessariamente indicativi rispetto alla classificazione del corpo idrico che comprende, invece, la globalità delle misure effettuate su tutti i punti che incidono sul corso d’acqua considerato, si è ritenuto comunque utile riuscire a fornire a tutti i soggetti interessati indicazioni rilevanti con tempistiche adeguate ai calendari improrogabili dell’attività produttiva.

Sono stati considerati 25 punti di prelievo dell’area a prevalente vocazione risicola (Tabella 1) – Punti di prelievo considerati nell’elaborazione preliminare) rispetto alla contaminazione delle 4 sostanze di interesse (Azoxystrobina, Oxadiazon, Quinclorac, Triciclazolo).

Nel confronto con gli anni precedenti è necessario considerare, inoltre, che il numero di prelievi ed analisi per i punti indicati è variato nel tempo, pertanto il grafico del numero riscontro viene riportato anche in percentuale (numero riscontri all’anno/numero analisi)La singola sostanza si considera “presente” quando risulta in concentrazione superiore al limite di quantificazione del metodo adottato (0.02µg/L).

I risultati 

Elaborazioni dal 2012 al 2016

Figura 3 – numero riscontri per i punti considerati Figura 4 – numero riscontri
percentuali (riscontri rispetto ad analisi) per i punti considerati
FIGURA 3 -  NUMERO RISCONTRI PER I PUNTI CONSIDERATI FIGURA 4 -  NUMERO RISCONTRI PERCENTUALI
Figura 5 – numero punti contaminati Figura 6 – concentrazioni medie
FIGURA 5 -  NUMERO PUNTI CONTAMINATI FIGURA 6 -  CONCENTRAZIONI MEDIE

In generale si evidenzia un calo dei riscontri analitici dei 4 pesticidi analizzati e le concentrazioni medie risultano scese drasticamente, ponendosi in un intorno molto vicino al limite (0.1 µg/l) ammesso dalla legge: 

  • oxadiazon: è l'erbicida più utilizzato dai risicoltori ed efficace per il contenimento delle malerbe, pertanto è comprensibile riscontrarlo in modo diffuso sul territorio, ma rispetto al triennio di riferimento (2012-2013-2014) la concentrazione media risulta diminuita del 50%, con valori medi di concentrazione molto prossimi alla soglia di riferimento;
  • quinclorac: si riscontra solo più nel 50% dei punti di prelievo, con valori medi di concentrazione ridotti dell'80% rispetto agli anni precedenti e comunque molto prossimi alla soglia di riferimento;
  • triciclazolo: si riscontra ancora in un numero esiguo di punti di prelievo, con valori medi inferiori alla soglia di riferimento;
  • azoxistrobina: i risultati migliori riguardano questo fungicida, che non si ritrova più in alcun punto di monitoraggio.


Il Protocollo di intesa

La collaborazione che si è creata, grazie anche al Protocollo d’intesa (approvato con DGR n. 35-3392 del 30 maggio 2016 e sottoscritto dalle parti in data 14 giugno 2016), evidenzia come sia possibile utilizzare in modo sostenibile i prodotti fitosanitari rispettando l’ambiente e garantendo comunque la resa produttiva.

Tale Protocollo d’intesa impegna gli Enti sottoscrittori a contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali del Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po, nell’area risicola, attraverso l’implementazione del Piano d‘Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) - coerentemente con le misure del Programma di Sviluppo Rurale - con la normativa ambientale sulle acque.
Per approfondimenti consulta la sezione sul sito di Regione Piemonte 

I sottoscrittori sono gli Assessorati Ambiente e Agricoltura della Regione Piemonte, l’Autorità di Bacino del Fiume Po, Arpa Piemonte, l’Ente Nazionale Risi, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali del Piemonte, la Federazione Coltivatori Diretti del Piemonte, la Confederazione Italiana Agricoltori del Piemonte, la Confagricoltura del Piemonte, Agrofarma – Federchimica.

È importante mantenere alta l’attenzione sull’uso corretto di tutti prodotti fitosanitari e sull’adozione di tutte le buone pratiche che contribuiscono a garantire una resa produttiva soddisfacente e rispettosa dell’ambiente.

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