La mappatura dell’amianto antropico in Piemonte

6 novembre 2014

La normativa
I materiali in cemento amianto sono costituiti da una matrice di cemento contenente dal 6 al 12% di fibre di amianto. Questo materiale è stato utilizzato, tra l’altro, per la produzione di lastre da utilizzare come copertura esterna per gli edifici industriali e civili. Grazie alle notevoli caratteristiche di resistenza meccanica e al basso costo le lastre in cemento-amianto sono state largamente impiegate, e sono diffuse su tutto il territorio regionale.

La Legge n. 257 del 1992, che ha messo al bando tutti i prodotti contenenti amianto, ha vietato la produzione e l’utilizzo del cemento-amianto, prevedendo inoltre che le regioni censissero gli edifici nei quali erano presenti materiali o prodotti contenenti amianto. Il Decreto 18 marzo 2003 n.101 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio detta le regole per la realizzazione della mappatura completa delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto.

Secondo le disposizioni di legge le categorie di ricerca previste sono: impianti industriali attivi o dismessi, edifici pubblici e privati, presenza di amianto naturale e presenza di amianto da attività antropica.

Il decreto prescrive inoltre che la mappatura delle zone interessate dalla presenza di amianto venga realizzata avvalendosi di sistemi informatici impostati su base territoriale, imponendo che i siti individuati siano precisamente ubicati su una base cartografica.

La mappatura

Per il Piemonte l’ambito di partenza riguardava, per le 8 province e i 1207 comuni piemontesi, una superficie totale di oltre 25.000 kmq, più di un milione di edifici e una popolazione di oltre 4 milioni e 3 mila abitanti.

Il sistema creato da Arpa Piemonte per la mappatura dell’amianto antropico ha permesso di delimitare le coperture sospette potendo escludere una alta percentuale degli edifici delle aree prese in considerazione e concentrare le risorse per le verifiche solo nei punti segnalati dal telerilevamento.

Nel dettaglio - Il progetto di mappatura è basato tu tecniche di telerilevamento e GIS (sistemi informativi geografici) e sull’impiego di una metodologia di indagine speditiva, applicabile su area vasta (scala regionale) e basata esclusivamente sull’utilizzo di dati già esistenti, ed in particolare dei  dati derivanti dalla ripresa aerea fotogrammetrica realizzata dalla Regione Piemonte nel 2009-2010 (ortoimmagini con riprese nelle bande del visibile e dell’infrarosso vicino con  risoluzione al suolo di 40 cm).

La mappatura è stata effettuata utilizzando una serie di criteri che hanno consentito di selezionare le aree prioritarie e più significative del territorio: in particolare sono stati presi in considerazione i comuni più densamente abitati (popolazione maggiore di 10.000 abitanti) e afferenti a distretti industriali e territoriali rilevanti. L’ambito di indagine complessivo si estende  su un’area di oltre 9.000 kmq,  coinvolge completamente o parzialmente circa 600 comuni per un totale  di oltre il 70% della popolazione regionale (oltre 3 milioni di abitanti).

Alla fase di mappatura e indagine con telerilevamento sono seguiti i sopralluoghi in campo, realizzati dal personale dei Dipartimenti Provinciali Arpa, finalizzati alla verifica della natura delle coperture, alla raccolta di informazioni sulla proprietà (dati catastali, dati fiscali) e sull’uso degli stabili (civile, industriale), nonché sull’estensione delle coperture e sulla distanza dai centri urbani e da centri abitati in generale.

I dati in sintesi

-  107.402 coperture individuate tramite telerilevamento al 5 novembre 2014

-  23.382 verificate in campo tramite sopralluogo di queste:

  • 12.956 hanno rilevato presenza di amianto
  • 7.374 hanno rilevato assenza di amianto
  • 167 sono in corso di bonifica
  • 2885 sono stati bonificati

 

Dagli esiti di verifica si può dedurre che l’attendibilità dell’analisi del telerilevamento è di circa il 70%

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“L’efficace metodo creato e utilizzato da Arpa Piemonte permette di sapere, nel dettaglio, quanto il problema delle coperture amianto è diffuso nell’intero territorio regionale. La Regione Piemonte incentiva e incentiverà la cooperazione tra tutti gli enti coinvolti per continuare questo importante lavoro, perché poter dimensionare il problema permette di prendere le decisioni più appropriate per arrivare alla completa deamiantizzazione  del Piemonte – ha sottolineato l’Assessore Regionale Alberto Valmaggia – Il Progetto della mappatura dell’amianto antropico rappresenta elemento tecnico indispensabile anche per l’avvio dell’iter di revisione del Piano Regionale Amianto che, con il supporto di Arpa alle Direzioni Sanità e Ambiente, è mia intenzione finalizzare a breve”.

“Attraverso l’impiego di dati già esistenti, che Regione Piemonte ha messo a disposizione,  l’Agenzia ha creato una metodologia di mappatura che permette una importante scrematura per la successiva fase di sopralluogo e valutazione sul territorio. La mappatura ci rivela la presenza di coperture, gli elementi di dettaglio, invece, possono solo essere raccolti con specifico censimento dei singoli siti – precisa il Direttore Generale Angelo Robotto -  Tali informazioni devono essere reperite anche a fronte di messa a sistema dei flussi informativi tra i vari enti ed Arpa, ivi compresi i Comuni che possono fornire gli indispensabili dati catastali. Ciò oltre ai dati che possono essere reperiti direttamente dai proprietari degli edifici anche a fronte del fatto che la normativa prevede la stesura di piani di manutenzione e custodia dai quali si può ricavare lo stato di dettaglio”.

"Il modello Piemonte è da sempre nella storia del Paese come eccellenza a livello nazionale per le tematiche ambientali - ha dichiarato Bernardo De Bernardinis presidente di ISPRA - La mappatura dell'amianto antropico è un altro esempio di questa eccellenza che spero sia portato a livello nazionale".

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