Incendi boschivi in Piemonte: continuano gli interventi di Arpa

26 ottobre 2017

Dal 24 ottobre scorso il servizio di pronta reperibilità dell'Agenzia si reca nei centri abitati più prossimi agli incendi boschivi, che stanno interessando il Piemonte, per rilevare gli inquinanti atmosferici.

Le misurazioni sono finalizzate a rilevare la presenza di sostanze aerodisperse prodotte dalla combustione in quantità tali da prefigurare un potenziale danno alla salute in termini di tossicità acuta, o comunque un’alterazione significativa della qualità dell’aria ambiente.

Questi i risultati dei rilevamenti fino al pomeriggio di ieri

Poiché per gli inquinanti misurati, con l’eccezione del monossido di carbonio, non sono definiti dalla normativa vigente valori di riferimento per l’aria ambiente, a scopo di confronto sono stati riportati nella medesima tabella i TLV (Threshold Limit value ) definiti dall’ ACIGH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) per l’anno 2016 e che costituiscono linee guida ampiamente utilizzate nell’ambito dell’igiene del lavoro.  Si tratta di valori soglia relativi a una esposizione di breve periodo analoga a quella che si può verificare  nel caso degli incendi boschivi.

Aggiornamento zona del pinerolese

I rilievi effettuati nella serata di ieri e nella mattinata di oggi  nella zona di Cumiana, Cantalupa e Frossasco hanno evidenziato un peggioramento della situazione di inquinamento atmosferico rispetto a ieri.

In particolare nella frazione San Martino di Cantalupa, quella più prossima al fronte dell’incendio nella zona, nella tarda serata di ieri si sono rilevati 33 ppm di monossido di carbonio- concentrazione  superiore sia al valore limite di qualità dell’aria (11,6) che al TLV TWA (25)   e tracce di acido cianidrico e fosfina, mentre nelle altre  zone abitate del centro abitato i valori si attestavano attorno a 4- 10 ppm.  Il nostro servizio di reperibilità ha immediatamente provveduto a informare sia il Sindaco che  l’ASL competente.

Nella mattinata di oggi la concentrazione di monossido di carbonio nella frazione  citata era sceso a 7 ppm , presumibilmente per le maggiori condizioni dispersive dell’atmosfera. Nelle altre aree abitate della zona si sono rilevati valori di monossido di carbonio dell’ordine di 5-7 ppm, contro i 2-4 rilevati ieri.

E’ comunque presumibile un ulteriore peggioramento delle condizioni di inquinamento atmosferico nel caso gli incendi dovessero proseguire con l’intensità  attuale.

Previsioni meteorologiche

Ancora per il pomeriggio odierno permane l'azione di un promontorio anticiclonico sul bacino occidentale del Mediterraneo. L'alta pressione mantiene condizioni di tempo stabile e favorisce l'inversione termica che, unitamente all'assenza di ventilazione nei bassi strati atmosferici, non favorisce la dispersione degli inquinanti.

Domani un'onda depressionaria scorrerà sul bordo orientale dell'anticiclone, attivando un rinforzo della ventilazione da nord ovest soprattutto sulla catena alpina. Già dalla tarda mattinata sono attesi venti forti in alta quota, con progressivo sviluppo di condizioni di foehn nelle vallate alpine comprese tra la val Susa e la valle Ossola. Le raffiche di foehn sono attese in progressione fino agli sbocchi vallivi nel primo pomeriggio. La rotazione dei venti da nord nel tardo pomeriggio porterà ad un indebolimento delle raffiche in val Susa e a foehn ancora intenso in valle Ossola in serata, con interessamento anche delle pianure settentrionali. Sono possibili riduzioni di visibilità ancora limitate al mattino, successivamente la diminuzione dei valori di pressione e l'aumento della ventilazione non favoriranno condizioni di inversione termica.

Le previsioni di pericolo per incendi boschivi mostrano un livello molto elevato su tutto il territorio regionale ancora per i prossimi giorni.

 

Considerazioni sulla qualità dell’aria

La concentrazione in aria ambiente del particolato PM10 e PM2,5 è fortemente influenzata dalla situazione meteorologica che può determinare condizioni particolarmente favorevoli al loro incremento durante i mesi del semestre “invernale”.

Alle usuali sorgenti antropiche del particolato o dei suoi precursori, entrambi riconducibili principalmente al traffico su gomma e all’uso dei combustibili legnosi per il riscaldamento civile, si aggiungono le emissioni dovute all’abbruciamento dei residui vegetali derivanti dalle pratiche agricole ed in particolare, in questo periodo, le emissioni degli incendi boschivi che stanno interessando la regione con elevata estensione epersistenza. Tali emissioni sono accompagnate da fumi particolarmente densi che, trasportati dal vento, possono percorrere distanze significative e contribuire all’incremento delle concentrazioni di particolato PM10 e PM2,5, misurato nelle stazioni della rete regionale, sia dal punto di vista massico sia della composizione chimica.

Satellite MODIS alta risoluzione: immagine del 25/10/2017. Il fumo degli incendi è ben visibile su gran parte del settore pedemontano occidentale

 

Questi i risultati dei rilevamenti fino al pomeriggio di oggi

Poiché per gli inquinanti misurati, con l’eccezione del monossido di carbonio, non sono definiti dalla normativa vigente valori di riferimento per l’aria ambiente, a scopo di confronto sono stati riportati nella medesima tabella i TLV (Threshold Limit value ) definiti dall’ ACIGH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) per l’anno 2016 e che costituiscono linee guida ampiamente utilizzate nell’ambito dell’igiene del lavoro.  Si tratta di valori soglia relativi a una esposizione di breve periodo analoga a quella che si può verificare  nel caso degli incendi boschivi.

Gli interventi stanno continuando e i risultati saranno riportati per tutta la giornata in questa notizia.

Notizia in aggiornamento
Ultimo aggiornamento alle 16.54

 

La notizia di ieri 25 ottobre 2017

Incendi boschivi in Piemonte: l'intervento di Arpa

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