Approfondimento sui campi a radiofrequenza

 

Antenne Radio-Tv

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Le antenne radio-TV vengono in genere installate fuori dai centri abitati, in luoghi isolati come colline, al fine di evitare la presenza di ostacoli lungo il percorso di propagazione delle onde. Essendo la potenza di un impianto correlata all’area entro la quale esso deve assicurare il servizio, e essendo spesso elevate le distanze che un’antenna radio FM e TV deve coprire (fino valori massimi dell’ordine delle centinaia di km), elevate saranno le potenze di emissione di questi impianti (dell’ordine di 10mila-15mila W).

Gli intervalli di frequenza di trasmissione sono:

  • (150-285) kHz, (525-1605)kHz e (2-26)MHz per la radio AM,

  • (88-108) MHz per la radio FM,

  • (47-230)MHz (VHF) e (470-862)MHz (UHF) per laTV.

 

Antenne per telefonia mobile

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La trasmissione dei segnali della telefonia mobile è di tipo cellulare. Il termine cellulare deriva dal meccanismo di suddivisione del territorio in parti denominate celle. Ciascuna cella viene servita da una stazione radio base (SRB), un ripetitore al quale si collegano in trasmissione e in ricezione tutti i telefoni cellulari presenti nella cella. Questo frazionamento del territorio, che consente di ridurre la potenza emessa dalle SRB fino a valori dell'ordine delle decine di Watt, permette di riutilizzare le stesse frequenze di trasmissione in celle diverse e quindi di servire un maggiore numero di utenti. Essendo minori le potenze di emissione, l'area servita da una SRB è di dimensioni molto minori rispetto all'area servita da un'antenna radio-TV (si va da aree di raggio 100 m in città fino a 2-3 km in campagna).

Gli intervalli di frequenza di trasmissione sono:

  • (890-960) MHz e (1710-1880) MHz per il sistema GSM

  • (1920-2170) MHz per il sistema UMTS.

 

Altre sorgenti


 

Sui tralicci dove sono istallate le antenne radio-TV, sono spesso anche visibili delle antenne a forma di parabola. Tali antenne sono i ponti radio e hanno lo scopo di inviare informazioni da un punto ad un altro punto. Le emissioni sono quindi molto direttive e non causano dispersione di energia elettromagnetica al di fuori della traiettoria che collega i due punti. I ponti radio non costituiscono pertanto una sorgente rilevante per l’esposizione ambientale. Le frequenze utilizzate (anche fino a decine di GHz) dipendono dalla tipologia di segnale da trasmettere.

 

Le antenne non emettono allo stesso modo in tutte le direzioni: in alcune direzioni l’emissione è maggiore in altre minore e in altre ancora è nulla. Per questo motivo non è detto che una abitazione più vicina a una sorgente sia sottoposta a un campo maggiore di una più lontana. Ad esempio l’abitazione A, riportata in figura, pur essendo più lontana dalla sorgente rispetto alla B, ma trovandosi nella direzione di massimo irraggiamento, è esposta a un campo maggiore.

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L'unità di misura del campo elettrico è il Volt/metro (V/m), quella del campo magnetico l’Ampère/metro (A/m)

 

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